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    La quarta settimana

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    Mirna Marchi
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    default La quarta settimana

    Messaggio Da Mirna Marchi il Mar 28 Set 2010, 8:53 pm



    Il vostro bambino sa girare la testa di lato, tenerla sollevata per alcuni secondi quando è disteso sulla pancia e sa piegare braccia, gambe e piedi. I tratti del viso non sono più grinzosi, ma lisci e armonici, così come nell'immagine comune di un bebè.

    Quando si sente a suo agio, il vostro bimbo potrebbe sorridere. E in questa circostanza emette anche i primi suoni. Nelle settimane seguenti sarà sempre più felice di ascoltare il proprio ciangottio. Siatene felici anche voi, perché ciò significa che il bebè sta bene. I bambini scontenti non "parlano"! Tuttavia, sillabe ben definite si potranno sentire soltanto a partire dal quarto mese.
    Il vostro bambino cerca ora di concentrarsi con gli occhi su un punto. Adesso può fissare e seguire affascinato per breve tempo una giostrina sopra il letto o sopra il fasciatoio. Questa attività affina i suoi occhi curiosi. Ma, in generale, i brevi momenti in cui voi avete un intenso contatto visivo con il vostro bambino sono tra i più belli della giornata.

    Pianti e strilli


    Tuttavia, anche un bebè che piange e strilla è assolutamente normale! Soprattutto la sera, tra le 18 e le 24, non è facile tenere tranquilli i bebè, che possono anche mettere a dura prova i nervi dell'intera famiglia. Non è però vero che strillare "rafforzi i polmoni". La normale attività di respirazione allena già a sufficienza i polmoni. Quando il bambino strilla vuole comunicarvi qualcosa: fame, dolore, sovreccitazione, paura o disagio. Ma sicuramente non strilla per farvi arrabbiare o per mettere alla prova la vostra pazienza. La causa più comune degli strilli del bambino è la fame, e nello specifico: di latte. Alcune prove hanno dimostrato che i bebè affamati non possono essere calmati con tè, succo di frutta o acqua, nemmeno se viene aggiunto dello zucchero. E in questi casi non aiuta nemmeno il succhiotto.
    Ha mangiato abbastanza?


    Una questione importante per tutte le mamme è il dubbio se il bebè sia veramente sazio. In particolare le mamme che allattano hanno difficoltà a valutare quanto il bebè abbia bevuto e se sia sazio o meno. Per paura e incertezza potrebbe anche ridursi il flusso latteo e ciò sarebbe fatale. Fidatevi del fatto che la produzione di latte si adatta alla richiesta. Pesare il bambino ogni settimana o addirittura ogni giorno non è assolutamente necessario, fintanto che il vostro bebè vi sembra sereno e non dà chiari segni di dimagrimento, come ad esempio malumore, pannolini asciutti e fontanella depressa. In questo caso potete rinunciare del tutto ai controlli del peso a casa, lasciandoli fare alle puericultrici o al vostro pediatra.
    Prima visita dal pediatra


    Dopo il rientro dall’ospedale, la prima visita pediatrica deve essere fatta al termine del primo mese. E qui il bambino non solo viene misurato e pesato (cioè viene valutato il suo processo di crescita), ma vengono effettuati anche i seguenti controlli: il bambino sente bene? Concordano la frequenza cardiaca e i riflessi? Palpando gli organi si sente qualcosa di particolare? Quando è a pancia in giù, il bambino può già sollevare la testa per breve tempo? Le gambine si muovono bene sulle cosce? Potete dare un grande aiuto al vostro pediatra raccontando qualcosa di particolare che avete notato a casa. C'è qualcosa che vi ha colpito nel bebè? Ha problemi nel bere o nel deglutire? Strilla in modo particolarmente acuto o senza forza? Le sue feci sono liquide o mucose? Sa voltare la testa in entrambi i lati?
    Al termine della quarta settimana il vostro bebè non è più un neonato. È tempo di pensare di nuovo al vostro partner e a vivere indisturbati qualche momento di coppia. Non esitate a chiedere a una persona cara di guardare il vostro bebè per un paio d'ore, per una visita dal parrucchiere, un bagno in tutta tranquillità o per un breve giro di shopping per poter finalmente riporre i vestiti della gravidanza nell'angolo più remoto dell'armadio: ve lo siete veramente meritato! Altrimenti andrete presto incontro a un esaurimento fisico che sarà percepito, non da ultimo, anche dal vostro bambino.

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