Bebè Mania

SPAZIO DEDICATO AI MIEI FIGLI...BAMBINI SI NASCE ...GENITORI SI DIVENTA

Mi Piace

Argomenti simili

    Chi è in linea

    In totale ci sono 2 utenti in linea: 0 Registrati, 0 Nascosti e 2 Ospiti

    Nessuno


    [ Vedere la lista completa ]


    Il numero massimo di utenti online contemporaneamente è stato 21 il Gio 26 Ago 2010, 1:17 am

    Navigazione

    Migliori postatori

    Partner

    creare un forum
    Sito segnalato su Small Advertise!
    Baby Boom la TOP
     
    Dettagli john23.newgoo.net/

    Migliori Siti

    Vota
    Top Italia

      Vaccinare per le meningiti?

      Condividere
      avatar
      Mirna Marchi
      Amministratrice
      Amministratrice

      Data d'iscrizione : 13.06.10
      Località : Ludiano
      Messaggi : 188
      Età : 49

      default Vaccinare per le meningiti?

      Messaggio Da Mirna Marchi il Gio 16 Set 2010, 5:42 am

      A cura di Silvia Bencivelli
      Medico e giornalista scientifico
      Tratto da “Il mistero delle meningiti italiane”
      un pediatra per amico, anno 5, n. 3, 2005

      La meningite: una parola che solo a sentirla mette i brividi. Non c'è genitore che non abbia letto con apprensione le notizie riguardanti casi di bambini deceduti per la malattia, puntualmente riportati dalle cronache locali e nazionali. E non c'è genitore che, chiudendo il giornale, non si sia chiesto se non sia possibile prevenire questa terribile malattia, nel ventunesimo secolo, quando esploriamo Marte. La risposta arriva puntuale, dalle pagine degli stessi giornali: certo che siamo in grado di prevenirla! Con il vaccino antimeningite tutto questo non sarebbe accaduto! Peccato che, stavolta, l'informazione sia imprecisa. E molto, molto parziale.
      In Italia, la meningite non ha una frequenza particolarmente elevata. Ma il problema non è tanto qui, quanto nel fatto che questa frequenza ancora non siamo in grado di quantificarla con precisione. E per sapere se un vaccino è necessario ed efficace e se è il caso di consigliarlo in modo esteso o anche di pagarlo con i fondi del Servizio Sanitario Nazionale sono necessari dei dati precisi e un monitoraggio attento Regione per Regione. Monitoraggio che, nel nostro paese, è spesso inadeguato. Dunque la paura delle mamme italiane è ingiustificata? "No - spiega la dottoressa Luisella Grandori, responsabile vaccini dell'Associazione Culturale Pediatri - perché è vero che la meningite è una malattia seria e troppo spesso mortale". Ma è una paura che andrebbe commisurata alla reale entità del problema e, almeno, dovrebbe essere proporzionata a quella che riserviamo ad altre malattie. Anche di morbillo si muore, eccome se si muore e nascono ancora bambini malformati per la rosolia presa in gravidanza. E per entrambe le malattie abbiamo dei vaccini efficaci. Eppure, non tutti quelli che ne avrebbero bisogno lo ricevono, un po' per negligenza, un po' per disinformazione. Nel caso della meningite la situazione è molto diversa, perché l'informazione c'è, ma è imprecisa, è affidata ai giornali e si muove sull'onda delle emozioni. Il risultato è proprio la grande paura dei genitori e la conseguente richiesta alle istituzioni di occuparsi del problema, finanziando la diffusione del vaccino. "Ma per questa, come per altre situazioni, è necessario che le famiglie siano correttamente informate, in modo da essere in grado di fare una scelta consapevole e serena", aggiunge Grandori.
      Quindi, informiamoli i genitori, sulla malattia e su cosa ci si può aspettare da un vaccino. Intanto, è indispensabile ripetere che non esiste la meningite, ma esistono diversi tipi di meningite, provocati da batteri diversi. Non solo. Di questi batteri esistono diversi sierotipi, il che vuol dire che esistono sottogruppi diversi contro i quali produciamo degli anticorpi specifici. Di meningococchi, per esempio, conosciamo 13 sierotipi, di cui i più frequenti da noi sono il tipo B e C. Il vaccino protegge solo contro il meningococco C. Lo pneumococco, invece, può esistere in 90 forme diverse e per ciascuna di esse sono necessari degli anticorpi tutti particolari. La diffusione dei sierotipi varia da regione a regione, varia nel tempo e con l'età del soggetto. Per cui il batterio è una specie di bersaglio mobile, contro il quale non possediamo tutti i proiettili giusti.
      Per lo pneumococco, il vaccino oggi in commercio copre soltanto 7 sierotipi e, quindi, non può garantire una copertura del 100% verso il batterio. E' vero che questi 7 sierotipi sono quelli che più spesso danno malattia nei bambini piccoli, ma si tratta più o meno del 65-70% dei casi. I sette sierotipi, inoltre, sono stati scelti sulla base dei dati statunitensi, perché il vaccino antipneumococco è un vaccino d'importazione, prodotto per un paese dove l'incidenza della malattia è alta e poi portato qui da noi, senza andare troppo per il sottile sulle differenze di diffusione dei batteri. Poi c'è il grosso, fondamentale problema della carenza dei dati, che solo in alcune Regioni vengono raccolti da tempo con sufficiente precisione. Ma questo non è un problema solo italiano, così come l'esigenza di valutare la diffusione del problema prima di decidere se adottare il vaccino non è una questione di avarizia, ma di buonsenso. Prova ne sia che sul vaccino antipneumococcico la maggior parte dei paesi europei ha sospeso il giudizio nell'attesa di dati un po' più sicuri.
      In Italia, la faccenda è un'altra: il nostro Piano nazionale vaccini 2005-2007 è contraddittorio. Da una parte dice chiaramente che per il vaccino antimeningoccico la valutazione del rapporto tra il costo del farmaco e la sua efficacia nel prevenire i decessi è negativa e per lo pueumococco è inadeguata, proprio per la mancanza di dati. Però, poi, lascia alle Regioni la possibilità di scegliere. E allora, la decisione di dare il vaccino a tutti i bambini (la decisione di sanità pubblica diventa una decisione politica. Siamo in campagna elettorale? Diremo che siamo preoccupati per la vita dei nostri bambini e lo daremo gratis. Sul giornale si è parlato di un caso di meningite fatale? Di nuovo, prima di essere chiamati assessore-Erode dai nostri elettori, daremo il vaccino gratis. Solo che il vaccino antipneumococcico è costosissimo, perché lo produce un'unica ditta farmaceutica (anche per i farmaci valgono le leggi di mercato!). E per una Regione, investire un sacco di soldi per vaccinare tutti i bambini impedisce di spenderne altrettanti per campagne diverse, che magari non hanno la stessa risonanza sui giornali, ma che potrebbero prevenire un maggior numero di morti. Come quelli per incidente stradale, che sono molti ma molti di più e potrebbero essere ridotti con delle campagne di informazione rivolte ai genitori, per convincerli ad usare il seggiolino e le cinture.
      Infine, ci sono altre considerazioni, importantissime, che chi è chiamato a prendere decisioni in fatto di sanità non può trascurare. Come il fatto che la vaccinazione di massa con vaccini contenenti solo alcuni tipi di batteri può far aumentare i casi di malattia dovuti agli altri. L'utilizzo di un vaccino può avere delle conseguenze difficilmente prevedibili. Per questo, dopo averlo messo in circolazione, sarebbe necessario controllare con attenzione i suoi effetti. Si potrebbe anche scoprire che i vantaggi, col passare del tempo, non esistono più.
      In conclusione, che cosa possono fare i genitori, stretti tra la loro sacrosanta paura, la consapevolezza dell'esistenza di un vaccino efficace e quello che appare loro un'incomprensibile tentennamento da parte dei medici e di chi dovrebbe prendere delle decisioni? Sicuramente possono chiedere informazioni ai loro pediatri di fiducia. - conclude Grandori - E magari, chiedendo informazioni sulla frequenza della malattia in quella Regione, potrebbero spingere il pediatra a informarsi bene e a studiare con attenzione la cosa nell’interesse di tutti gli altri bambini.

        Argomenti simili

        -

        La data/ora di oggi è Gio 14 Dic 2017, 5:41 pm